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Alluvione: Granda vulnerabile, servono più difese

MONDOVì

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ANDREA PORRO - Nei giorni del 23 e 24 novembre 2016 il territorio della provincia di Cuneo - unitamente a quelle di Torino, Asti ed Alessandria - è stato interessato da eventi meteorologici di elevata intensità, con conseguente e grave pericolo per l’incolumità delle persone, con l’isolamento di alcune località e con l’evacuazione di numerose famiglie dalle loro abitazioni.

I suddetti eventi hanno causato movimenti franosi, esondazioni di corsi d’acqua con allagamenti di centri abitati, gravi danni alle infrastrutture pubbliche - viarie e ferroviarie -, agli edifici pubblici e privati - residenziali e produttivi -, nonché alle opere di difesa idraulica ed alla rete dei servizi essenziali.

Fortunatamente l’esperienza dell’alluvione del 1994 ha insegnato alle competenti pubbliche Amministrazioni (Regioni, Province e Comuni) ad investire, negli ultimi 20 anni, sempre maggiori risorse in tema di prevenzione, di protezione e di preparazione, con conseguente e sostanziale limitazione dei danni.

In ogni caso, alla luce dei sopralluoghi effettuati dalla Protezione Civile nei giorni immediatamente successivi agli eventi meteorologici del 23 e 24 novembre 2016, il neo-presidente del Consiglio dei Ministri ha dichiarato, in data 16 dicembre 2016, lo stato di emergenza per i successivi 180 giorni, rinviando alle ordinanza della Protezione Civile l’attuazione degli interventi.

E puntualmente, con Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile del 10 gennaio 2017, sono stati disposti i primi interventi urgenti di protezione civile per i danni provocati dagli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nell’ultima decade del novembre 2016 nel territorio della Regione Piemonte - e, non solo, delle Province di Cuneo e di Torino -.

Previa nomina del Commissario Delegato, in persona del presidente della Regione Piemonte, è stata affidata a quest’ultimo la presentazione, entro il brevissimo termine di 30 giorni, di un piano degli interventi da sottoporre all’approvazione del Capo del Dipartimento della Protezione Civile, successivamente rimodulabile ed integrabile.

In particolare, il Commissario Delegato è autorizzato ad assegnare ai nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa sia stata distrutta in tutto o in parte, o sia stata sgomberata per ordine della Pubblica Autorità, un contributo per l’autonoma sistemazione fino ad un massimo di 600 euro mensili e, comunque, nel limite di 200 euro pro capite.

Tali benefici economici, peraltro maggiorati per le persone over 65 o invalide, sono espressamente concessi sino a che non si siano realizzate le condizioni per il rientro nell’abitazione, ovvero si sia provveduto ad altra sistemazione avente carattere di stabilità, e comunque, non oltre la data di scadenza dello stato di emergenza.

Inoltre, il Commissario Delegato è stato nominato soggetto responsabile del coordinamento dell’attività di ricognizione dei fabbisogni relativi al patrimonio pubblico e privato, nonché alle attività economiche e produttive, da effettuarsi sulla base delle segnalazioni pervenute alle competenti Pubbliche Amministrazioni - in primis, i Comuni -.

Quanto al patrimonio privato, la determinazione dei dati relativi al fabbisogno finanziario - presuntivamente necessario per gli interventi strutturali di ripristino degli edifici privati danneggiati o dichiarati inagibili - deve avvenire con autocertificazione della stima dei danni e con indicazione dell’eventuale copertura assicurativa.

Ugualmente avviene per quanto riguarda le attività economiche e produttive, per le quali la determinazione del fabbisogno finanziario comprende il ripristino delle strutture, degli impianti, dei macchinari e delle attrezzature, nonché il prezzo di acquisto di scorte di materie prime, semilavorati e prodotti finiti danneggiati o distrutti e, comunque, non più utilizzabili.

Infine - e non per importanza -, in ragione dei gravi disagi socio-economici derivanti dagli eventi meteorologici di cui sopra, i soggetti titolari di edifici - residenziali, commerciali o produttivi - distrutti o resi inagibili, anche parzialmente, hanno diritto di chiedere agli istituti di credito e bancari - fino alla ricostruzione, all’agibilità o all’abitabilità - una sospensione dei mutui.

Gli investimenti effettuati negli ultimi 20 anni per la salvaguardia del territorio sono stati importanti, ma sicuramente necessitano di essere potenziati nell’immediato futuro, considerata la manifesta vulnerabilità dei territori - quali quelli del Piemonte - di fronte ad eventi meteorologici di portata sì eccezionale, ma comunque sempre più frequenti per i noti cambiamenti climatici in atto.

Andrea Porro

(Nella foto, il lavoro di ripristino della corrente elettrica a Pian Chiosso di Priola, Alta Val Tanaro, a cura del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese)

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