Meteo Radio Stereo 5 Euroregion Facebook Twitter Youtube Linkedin

"Acqua, perché il Piano dell'Ato non funziona": la voce dei 10 Comuni delle colline di Langa e Barolo

ALBA

Foto
Condividi FB

Riceviamo e pubblichiamo: "Le preoccupazioni dell’Unione di Comuni colline di Langa e del Barolo per l’approvazione del Piano d’Ambito 2018-2047 dell’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale n. 4 Cuneese si aggiungono a quelle già manifestate nelle scorse settimane dal Comune di Fossano, dai 20 Comuni del Roero, dagli 11 della pianura saluzzese riuniti in Ottavia e dai 38 dell’Alta Langa. Un dissenso trasversale al territorio provinciale, a cui Confindustria Cuneo continua a dar voce, mentre si avvicina la scadenza dei 90 giorni di tempo concessi ai Comuni per presentare le loro osservazioni sul Piano dell’Ato dopo la sua approvazione l’11 settembre scorso.

I 10 Comuni che fanno parte dell’Unione di Comuni colline di Langa e del Barolo rappresentano più di 10mila abitanti della provincia di Cuneo e sono: Barolo, Castiglione Falletto, Grinzane Cavour, Monchiero, Monforte d’Alba, Novello, Roddi, Roddino, Sinio e Verduno. Ecco la loro articolata posizione al riguardo, di cui si fa portavoce il presidente dell’Unione di Comuni colline di Langa e del Barolo, Roberto Passone.

Premesso che occorre tributare un particolare ringraziamento a quanti, con abnegazione e impegno, in questi mesi si sono impegnati per lo studio e la stesura del Piano, come sindaci dell’Unione di Comuni colline di Langa e del Barolo non possiamo esimerci, nell’interesse del territorio da noi rappresentato, di far presenti perplessità e preoccupazioni che scaturiscono dalla sua analisi, visto che il Piano in oggetto costituisce un passaggio epocale nella programmazione dello sviluppo dei Comuni e che gli amministratori hanno dimostrato la volontà di incidere nella scrittura dello stesso nella ricerca dell’interesse superiore delle proprie comunità.

La nostra prima e grande preoccupazione riguarda gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, sia della rete fognaria che di quella delle condotte dell’acqua. Ci sembra che il Piano, pur provvedendo ad un’analisi dettagliata della situazione di partenza, non tenga debitamente conto, nella previsione degli investimenti, del fatto che si tratta di due reti la cui età media è ormai avanzata e sulle quali c’è l’impellente necessità di effettuare corposi interventi prima che sia troppo tardi ed eventuali danni diventino irreparabili, evitando di dover agire con urgenza con il rischio di inevitabili aggravi di costi.

In secondo luogo, siamo preoccupati che il cronoprogramma delle opere previste per il prossimo trentennio risulti non adeguato alle esigenze di un territorio così vasto e vario, soprattutto per quanto riguarda l’entità del piano tariffario degli investimenti e la loro distribuzione sul territorio. In particolare temiamo che, non essendoci ancora parametri oggettivi sulla futura distribuzione degli interventi di manutenzione, si possa correre il rischio di una mancata corrispondenza tra l’entità degli investimenti e le necessità dei territori, in particolar modo per i territori a bassa densità abitativa come i nostri.

I 10 Comuni delle colline di Langa e del Barolo vedono positivamente, in un’ottica di sistema, gli investimenti di grande scala su territori ampi, ma solo a patto che questi rientrino in un disegno più ampio e in una visione di insieme ove l’attenzione per le grandi opere non avvenga a scapito delle necessità minori dei piccoli centri (minori in termini di costi ma non meno importanti dal punto di vista sociale).

In questa direzione, come Unione:

– proporremo di posticipare ad un secondo momento quegli interventi di area vasta che ad oggi risultano derogabili, liberando nell’immediato risorse da subito spendibili per gli interventi di manutenzione della rete esistente e andando così a rispondere alle preoccupazioni degli amministratori e dei cittadini;

– rimarcheremmo, altresì, la necessità che ci si attivi per ottenere risorse aggiuntive extra tariffa per far fronte agli investimenti di sistema, così da poter aumentare la quota destinata alle manutenzioni, con particolare attenzione alle aree marginali.

Avremmo preferito che le nostre preoccupazioni venissero prese in considerazione prima dell’approvazione del Piano, ma, allo stato attuale, possiamo solo provare a cercare di far valere le richieste del nostro territorio presentando dettagliate e motivate osservazioni.

Noi sindaci dell’Unione di Comuni colline di Langa e del Barolo, riteniamo che il Piano degli investimenti debba essere un momento di forte coesione territoriale nell’interesse di tutti e per questo va ricercata, attraverso il confronto dialettico tra tutti gli attori, una soluzione unitaria in grado di rispondere ai bisogni del nostro territorio. Questo per noi non è questo il momento della divisione ma è il tempo della condivisione, anche perché i tubi non hanno né colori né ideologie".

Roberto Passone, presidente dell’Unione di Comuni colline di Langa e del Barolo

VIDEO

COPYRIGHT 2016 WEB & TECH SOLUTIONS