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A Piasco una "pietra d'inciampo" in ricordo della Shoah

SALUZZO

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Le Pietre d'inciampo (in tedesco Stolpersteine) verranno posate nei Comuni di tutto il Piemonte. È la novità presentata durante la conferenza stampa per la quarta edizione del progetto che da Torino allarga i confini al resto della Regione. Gli Stolpersteine sono un monumento diffuso e partecipato, ideato e realizzato dall’artista tedesco Gunter Demnig per ricordare le singole vittime della deportazione nazista e fascista.

L’artista produce piccole targhe di ottone poste su cubetti della dimensione dei porfidi delle pavimentazioni stradali, che sono poi incastonati nel selciato davanti all’ultima abitazione scelta liberamente dalla vittima. Le incisioni delle pietre riportano il nome della persona deportata, l’anno di nascita, la data e il luogo dell’arresto, della deportazione e della morte. Fino ad oggi sono state installate più di 50.000 pietre in tutta Europa.

"Da quest'anno non raccontiamo solo la deportazione torinese, ma ci allarghiamo a tutto il Piemonte - ha spiegato il vicepresidente del Consiglio regionale, delegato al Comitato Resistenza e Costituzione - a testimonianza di quanto terribile e diffusa sia stata quell'esperienza. Gli Stolpersteine sono strettamente legate al Giorno della Memoria, che quest'anno abbiamo voluto dedicare allo sterminio degli omosessuali".

Per l'assessore alla Cultura di Torino "cominciano idealmente oggi le celebrazioni per il Giorno della Memoria, come città abbiamo lavorato a stretto legame con le associazioni. Le pietre incontrano la memoria nella vita quotidiana, si "inciampa" nella tragedia delle persone. Torino è l'unica città che ha lavorato con le scuole, in un percorso di crescita e consapevolezza".

Il presidente della Comunità Ebraica, Dario Disegni, ricordando che nel 2018 ricorre l'ottantesimo anniversario delle leggi razziali, ha sottolineato che "nel nostro paese non si sono ancora fatti i conti con questa realtà ed è il momento di farli per creare gli anticorpi ai preoccupanti fenomeni di intolleranza e xenofobia che stanno tornando".

Il progetto è realizzato in collaborazione con il Museo Diffuso della Resistenza di Torino, la Comunità Ebraica di Torino, il Goethe Institut e l'Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti (Aned). Proprio il Museo Diffuso in questi mesi ha continuato a tenere vivo il rapporto con le persone che si sono interessate e, grazie a questo lavoro, realtà come Lanzo Torinese, Moncalieri, Pinerolo, Condove, Collegno, Coazze, Ivrea, Piasco (la pietra sarà collocata in frazione Sant'Antonio, vicino a quella che fu la casa di Giuseppe Gallina, a 18 anni internato nel lager di Kirchmoser, a Brandeburgo, e scomparso nel 2014), Alessandria, Novi Ligure e Acqui Terme sono intenzionate ora a installare le Pietre nel 2018.

Prosegue anche il percorso con gli studenti che con il loro impegno hanno contribuito a raccontare il senso del progetto, la partecipazione e l’entusiasmo che hanno contraddistinto tutte le fasi di lavoro dei gruppi. Adesso sono gli stessi studenti che, opportunamente affiancati e supportati, possono identificare e indicare nuovi nominativi. Questa nuova proposta educativa è rivolta alle scuole secondarie di secondo grado ed è biennale; nel primo anno – indicativamente tra ottobre e maggio – le classi partecipano a laboratori di ricerca storica in cui viene fornito il supporto operativo, informativo e logistico necessario per l’individuazione e l’interrogazione delle fonti e per l’elaborazione della vicenda biografica di una persona o di un nucleo familiare.

Alla fine di questo percorso, gli istituti scolastici potranno valutare se patrocinare loro stessi la pietra (o le pietre) o meno. Qualora non si trovino nelle condizioni di poterlo fare, la candidatura verrà gestita dal Museo, che ne garantirà l’installazione per il mese di gennaio dell’anno successivo.

 

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